Personali

Dell PowerEdge T105 arrivato!

Dell PowerEdge T105Il nuovo serverino è arrivato giusto ora, consegnato dal sempre impeccabile servizio UPS.

Giusto il tempo di una rapida controllata, foto di rito e di nuovo nell’ imballo: questa sera, Ubuntu alla mano, parto con l’ installazione.

Tra le altre cose ho letto qui e là di problemi nel rilevamente dell’ interfaccia di rete, una Broadcom Nextreme 5722 Gigabit, il cui supporto dovrebbe però essere integrato nei kernel recenti della serie 2.6.x.

Ad ogni modo, o per chi volesse installare Debian, il sito di Dell propone un CDROM di installazione di Debian (D-I) customizzato e contenente i drivers necessari integrati nel kernel.

Il sito di Dell è: http://linux.dell.com/debian_9g.shtml

Il sito con le immagini custom del D-I Debian Installer è, invece, http://kmuto.jp/debian/d-i/, che contiene immagini di installazione con backports vari, firmwares aggiuntivi, wpa_supplicant, e1000e driver sperimentale. Le immagini dell’ installer sono sia di Etch che di Sarge e le architetture supportate sono x86 e AMD64!

Google Mobile Transcoder: ricerca di contenuti a prova di cellulare

Leggendo il blog ufficiale di Google vengo a conoscenza di una applicazione molto interessante per chi utilizza il proprio cellulare come browser, ma anche per chi sviluppa siti web orientati alla navigazione mobile.

[fa:p:id=302316593,j=l,s=s,l=p]
Ecco come appare il sito da noi scelto, accedendovi dalla pagina dei risultati

Si tratta di Google Mobile Transcoder, il classico servizio di ricerca offerto da Google accessibile ai browser web con una importante caratteristica per chi utilizza dispositivi mobile per navigare (cellulari, PDAs, ecc…): andando a visitare i risultati delle nostre ricerche, il Transcoder le convertirà per noi in pagine digeribili e navigabili da parte del nostro cellulare. Il tutto in maniera trasparente. I vantaggi pratici per gli utenti, e per gli sviluppatori mi sembrano evidenti.

Trenitalia e GNU / linux

Ieri sera sono andato a prendere la mia signora in stazione a Loano (SV). Per uscire dal binario e dalla stazione si deve attraversare la biglietteria.

In questo locale abbastanza anonimo è piazzato un sistema informativo di Trenitalia che mostra a schermo in tempo reale gli orari dei treni, quelli in partenza ed in arrivo. Si tratta insomma di un servizio molto utile.

Mentre stiamo passando davanti al terminale, Koky mi dice: “Ma quello non è linux ?”. Mi fermo a guardare il monitor e … meraviglia … sullo schermo passano rapidi i messaggi così familiari della fase di boot di gnu/linux! Tutto quello che riesco a notare prima che compaia la solita schermata dell’ orario è che il filesystem è ext3 e che la distribuzione è A-linux, di cui onestamente ignoravo persino l’ esistenza.

A parte il piacere della scoperta, e l’ indubbio progresso rispetto agli ormai arcinoti e arcifotografati Blue Screen Of Death, alcuni interrogativi restano aperti:

  • come mai il sistema stava rebootando (lack of power, reboot programmato …) ?
  • come mai proprio A-linux ?
  • non sarà che con GNU/Linux faccio proprio il lavaggio del cervello, visto che la mia ragazza lo ha riconosciuto addiritura in fase di avvio e ci ha impiegato un nanosecondo scarso ?

Ms. Dewey: divertente search engine

[fa:p:id=288338002,j=l,s=s,l=p]Andando a spasso nella blogosfera (quanto odio questo termine) mi sono imbattuto nel motore di ricerca Ms. Dewey, in cui una attrice in carne ed ossa ci fornisce le risposte alle nostre ricerche.

Di volta in volta ci prende in giro in qualche modo, arrivando anche a insultarci o a chiamare la polizia.

I risultati delle ricerche sono molto meno che approssimativi, ma confesso di aver passato 5 minuti di divertimento nel tentare tutti i possibili insulti che mi consente il mio limitato vocabolario inglese.

Ecco un po’ di queries da provare 😉

hobby, drink, get naked, game, your phone, police, having sex, cowboy, karate, airplane, your belt, scandal, ganja, matrix, shut up, are you a woman, tango

rotfl 😀

Update: un po’ di screenshot carini.

Creare un rimando ad articoli correlati in WordPress

wordpress-logo-stacked-rgbLeggendo molti articoli su internet, mi capita sempre più spesso di notare un comodo box che rimanda ad articoli con contenuto simile.

Per WordPress esiste un bel plugin chiamato Related Entries che ci permette di visualizzare articoli con contenuto simile a quello stampato a video.

Il plugin è basato su una propria tabella Sql e mostra gli articoli utilizzando la funzione related_posts(), che di default restituisce una serie di links delimitati dal tag <li> (come da prassi in WordPress). Così com’è quindi, la funzione è adatta ad essere richiamata all’ interno della nostra sidebar.

Visto che ho deciso di utilizzare questa funzione anche per mostrare gli articoli correlati a ciascuna entry del blog, ho inserito poche righe di codice al template indice.

Il codice controlla che la pagina visualizzata non sia la home e che nemmeno si tratti di una pagina statica, quindi stampa i links all’ interno di un div simile a quello utilizzato per i meta.

Ecco il codice:

<?php if ( !is_home() && !is_page() ) {
 echo "<div class='meta'>";
 echo 'Potresti trovare interessanti anche gli articoli:<b><ul>';
 related_posts();
 echo '</b></ul></div>'; } ?> 

Personalmente ho inserito il codice nella zona immediatamente sottostante ai meta degli articoli.

OpenOffice: velocizzare l’ avvio

writer1_0_2Leggo molto spesso un po’ dappertutto le lamentele di chi vorrebbe che OpenOffice si avviasse più velocemente. Molti vantano o rimpiangono le ottimizzazioni del pacchetto fornito/compilato per sistemi GNU/Gentoo, altri utilizzano il prelinking dei binari e delle librerie.

Onestamente l’ avvio di OpenOffice, su qualsiasi piattaforma hardware/software non è assolutamente tra i più brillanti (non che MS Office faccia meglio, intendiamoci). Vorrei in questo post fare alcune considerazioni su un paio di aspetti del problema: la compilazione o ottimizzazione dei files binari ed un corretto setup del sistema operativo. Al giorno d’oggi i processori che vengono montati mediamente sui nostri desktop o laptop dispongono di una potenza computazionale talmente elevata che le applicazioni di ufficio letteralmente dovrebbero volare. Succede puntualmente una volta che il programma è stato lanciato e lo stiamo utilizzando.

Il vero collo di bottiglia ancora oggi consiste nella fase di avvio dell’ applicazione. Questo è dovuto a vari motivi, il più importante dei quali è che le applicazioni hanno raggiunto dimensioni medie ragguardevoli in termini di kbytes “spesi”, il che ci porta a questi ragionamenti:

  • un programma “più grande” necessita di più tempo per essere letto dal disco rigido e caricato in memoria, e come ormai dovremmo sapere le operazioni di lettura/scrittura su disco (e subordinatamente in RAM) rappresentano il maggior freno prestazione nei sistemi odierni;
  • più un programma è ricco di funzioni, più grande sarà la sua fame di memoria ram. quando OpenOffice si avvia riserva una quantità variabile di memoria per i propri fini (cache, livelli di undo, ecc…).

Operando sui parametri che regolano la gestione della memoria in OpenOffice è possibile ridurre i tempi di avvio dell’ applicazione in maniera sensibile. Per default OO riserva oltre 100Mb di RAM agli undo e molta altra ancora alla cache degli oggetti importabili. Da notare che questa ram viene spesa in fase di avvio, anche se non sarà poi effettivamente utilizzata.

Impostando il livello di undo ad una cifra ragionevole (ad esempio 10) ed utilizzando meno ram per la memoria di cache (5Mb per la cache grafica, 2Mb per ciascun oggetto e 5 come limite al numero di oggetti) il mio laptop ( Intel Pentium M 1,4Ghz, disco ATA100 ) avvia OpenOffice in poco meno di 1,5 secondi, mentre caricare un foglio di calcolo da una share Samba mi servono circa 2 secondi. Ho verificato queste prestazioni nei più svariati ambienti operativi (processori e dischi, Windows, Debian, Ubuntu, Fedora).