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Installare KDE4 per Debian GNU/Linux

KDE4 Debian

KDE4 Debian

Leggendo i vari posts di questi giorni relativi a KDE, oggi ho deciso di provare KDE4 con l’ unica distribuzione GNU/Linux che mi dia soddisfazione: Debian!

Sono partito da una installazione via rete normalissima (netinstall) e non ho installato alcun pacchetto superfluo (nessuna selezione di pacchetti aggiuntivi). Appena fatto il reboot, ho aggiornato a Debian Unstable e inserito i repositories “experimental” in /etc/apt/sources.list:

deb http://debian.fastweb.it/debian sid main contrib non-free
deb http://debian.fastweb.it/debian experimental main contrib non-free

A questo punto ho installato Xorg e ho seguito le semplicissime istruzioni disponibili sul sito dei KDE Debian Maintainers:

# apt-get install -t experimental kdebase-workspace kdebase

Possiamo poi aggiungere tutta la serie di pacchetti già pronti elencati nella pagina e fare tutte le nostre prove.

Preso dall’ entusiasmo ho anche installato la versione Git di Compiz Fusion pacchettizzata da Shame (che già mi dà grosse soddisfazione con Gnome+Debian testing) e anche in questo caso è andato tutto liscio!

keltik e compiz, o meglio `k`ompiz ? ;-)

UPDATE 2: accendete incensi profumati … i video ora sono ben 5 su 11, si è aggiunto questo:

che ho realizzato per partecipare al Fonera Contest indetto dal mitico Fornaio.

Anche Felipe ha parlato di me 🙂

UPDATE: i video sono diventati 4 su 9: 2,3,4 e 6 😉

Ecco una notizia per cui la categoria “Momenti priceless” calza a pennello: curiosando sul sito di Compiz ho notato che hanno utilizzato materiale realizzato da me per fornire esempi del funzionamento dell’ applicazione!

Direttamente dalla home page infatti si accede al link See It (Compiz in action), dove ben 3 screencast su 12 sono opera (recentissima) mia. Si tratta dei numeri 5,6,7 e 12. Potete anche vederli direttamente sul mio canale YouTube (sono quelli taggati `compiz`).

Nella sezione `new visual effects`, invece, è presente un mio screenshot relativo all’ arcinoto e trito cubo di compiz. All’ epoca l’ avevo uploadato su Flickr, ma poi l’ ho rimosso. Ad ogni modo è immortalato direttamente sul sito di Compiz

Ok, ora la smetto con le fanfare. È solo che non sapevo nemmeno l’ url del sito e ci sono capitato oggi per puro caso.

Screenlets: idea vecchia e hype nuovo

Update: ovviamente mi ero un perso un pezzo della questione. Esiste un pacchetto per Ubuntu/Debian che semplifica l’ installazione e contiene alcune screenlets aggiuntive, oltre ad un comodo strumento per configurare tutto. Il tutto è disponibile al sito Desktop Screenlets.

Tralascio le considerazioni in fatto di utilità riguardo a questa implementazione già espresse nel post di felipe a riguardo, che a proposito ringrazio per l’ incredibile capacità di tenere d’ occhio decine di progetti contemporaneamente (alla faccia del multi-tasking!).

Io mi sono limitato a scaricare i sorgenti di ScreenDeskLets versione 0.0.7, scompattarli e lanciare un bel

$ sudo make install

per vedere cosa succedeva.

Innanzi tutto in questa versione dobbiamo correggere a mano un file, perchè su molti sistemi dà qualche noia (sulla mia Edgy e su molte altre mi pare di capire).
Il file incriminato è /usr/local/share/screenlets/screenletsd.py. Non che sia necessario fare nulla di complicato: è sufficiente inserire queste due istruzioni

import pygtk
pygtk.require('2.0')

proprio all’ inizio del codice, prima di tutte le altre.

Non appena fatta la correzione possiamo far partire l’ engine con screenletsd start e cominciare a fare quealche test: