Inviare emails con allegati dalla linea di comando

In questi giorni ho affrontato l’argomento relativo all’ invio di files allegati alla posta tramite scripts (mi serviva un sistema rapidissimo per replicare archivi di backup).

Il programma che ho scelto è mime-construct, che permette di codificare il file da allegare all’ email e contestualmente di inviare la posta al destinatario scelto.

Nella sua sintassi più lineare mime-construct può essere utilizzato in questo modo:

$ mime-construct --to email@dominio.qualcosa --subject soggetto_dell_email --file-attach /percorso/del/file

Questa sintassi prevede che il soggetto sia composto da un’ unica stringa e che il nome dell’allegato venga fatto corrispondere al nome del file.

Per tutte le possibili opzioni, più che alla pagina di manuale, vi consiglio di usare l’ opzioni –help del programma.

Dell PowerEdge T105 arrivato!

Dell PowerEdge T105Il nuovo serverino è arrivato giusto ora, consegnato dal sempre impeccabile servizio UPS.

Giusto il tempo di una rapida controllata, foto di rito e di nuovo nell’ imballo: questa sera, Ubuntu alla mano, parto con l’ installazione.

Tra le altre cose ho letto qui e là di problemi nel rilevamente dell’ interfaccia di rete, una Broadcom Nextreme 5722 Gigabit, il cui supporto dovrebbe però essere integrato nei kernel recenti della serie 2.6.x.

Ad ogni modo, o per chi volesse installare Debian, il sito di Dell propone un CDROM di installazione di Debian (D-I) customizzato e contenente i drivers necessari integrati nel kernel.

Il sito di Dell è: http://linux.dell.com/debian_9g.shtml

Il sito con le immagini custom del D-I Debian Installer è, invece, http://kmuto.jp/debian/d-i/, che contiene immagini di installazione con backports vari, firmwares aggiuntivi, wpa_supplicant, e1000e driver sperimentale. Le immagini dell’ installer sono sia di Etch che di Sarge e le architetture supportate sono x86 e AMD64!

In arrivo il nuovo server!

PowerEdge T105Un paio di giorni fa ho piazzato l’ordine a Dell per il nuovo server che rimpiazzerà quello che attualmente utilizzo in ufficio. Al momento il sistema fa girare Samba (file server), Apache2+WebDAV (file server remoto), mySQL e OpenLDAP. L’hardware è “impressionante”: processore AMD Duron da 900Mhz, 128Mb di Ram lenta, disco fisso a 5400rpm da 30GB! A tenere insieme la baracca è una vecchia installazione di Ubuntu Dapper, mantenuta aggiornata e agile.

Il nuovo bimbo, invece, è un fiammante PowerEdge T105 targato Dell con processore AMD Opteron DualCore da 2200Mhz, 521Mb di ram veloce, 2 dischi fissi SATA da 250GB ciascuno, per la cifra finale di 222,00€ a cui aggiungerne un centinaio per spese di spedizione e il 20% di IVA. Mica male!

La scelta del nuovo server si è resa necessaria fondamentalmente per questioni di sicurezza dovute alla anzianità dell’ hardware usato al momento. Dati i prezzi da svendita poi, i due dischi SATA sono l’ideale per un bel RAID 1 via software.

Ho già letto in rete di alcuni problemi con grub e altre amenità relative a questa scelta: in via del tutto teorica al momento avrei optato per questa procedura: installazione di Ubuntu su un solo disco; installazione di LILO, replica dei pacchetti installati dal vecchio server al nuovo (dpkg –get-selections & dpkg –set-selections), creazione del RAID (degradato) sul disco inutilizzato, migrazione di tutto il sistema su RAID 1.

Qualsiasi commento è – ovviamente – gradito.

Apache WebDAV e clients Windows: soluzione semplicissima!

Era da diverso tempo che mi dicevo di dover sistemare il fastidioso problema di autenticazione degli utenti Windows alle shares webdav pubblicate traimte Apache2. Avevo letto a riguardo molta documentazione e credevo di aver capito che il problema era dato da alcune stringhe inviate dai clients Windows. La soluzione consisteva nel metter mano al file di configurazione di Apache e inserire alcune istruzioni.

Oggi però, colto da illuminazione sulla via di Damasco (come il mio ben più illustre omonimo), ho fatto una nuova ricerca e un post di Geek Boy mi ha fornito la soluzione: semplicissima nella sua implementazione quanto – ancora una volta – indicativa dell’ approssimazione di certi meccanismi insiti in Windows.

Quando vogliamo creare una share WebDAV sul client Windows, è sufficiente indicare la porta all’ interno dell’ URL. In questo modo Windows capirà di dover utilizzare WebDAV anzichè CIFS (!!!) per montare il filesystem remoto. Ad esempio, se voglio montare la share: http://mioserver.it/webdav, dovrò utilizzare la notazione http://mioserver.it:80/webdav

Semplice quanto sconcertante, ma funziona come un orologio svizzero!

Debian Sid writer2latex e problemi di aggiornamento di OpenOffice

Chi avesse problemi nell’ aggiornamento di OpenOffice a causa dell’ impossibilità di registrare correttamente il componente writer2latex può ricorrere a questo metodo:

# /usr/lib/openoffice/program/unopkg list --shared

Se tra i pacchetti registrati c’è anche writer2latex, è necessario de-registrare il pacchetto esistente prima che l’aggiornamento possa registrare quello nuovo:

# /usr/lib/openoffice/program/unopkg remove --shared org.openoffice.legacy.writer2latex.uno.pkg
# apt-get install -f

Comunità del software libero. So long, and thanks for all the fish.

I propositi per l’ anno nuovo del buon keltik sono semplici:

1) studio di una nuova licenza per questo blog, *molto* restrittiva;

2) nessuna nuova guida ospitata su spazi diversi da questo;

3) riduzione a zero di qualsiasi intervento di aiuto in un qualsiasi forum.

Chi mi conosce sa quanto ho scritto e quanto ho contribuito finora alla comunità. Purtroppo però trovo la nuova generazione di utenti gnu/linux mediamente ignorante, scansafatiche e in contrasto con *tutto* quello in cui ho creduto fin da quando ho incontrato il software libero. Non posso fare a meno di considerare che l’ aver portato gnu/linux alla massa abbia fatto davvero male a gnu/linux che, come mi ricordava qualcuno in qualche mailing-list, dal punto di vista filosofico è una cultura e non un fatto tecnico. Se il lato tecnico (linux) è stato recepito, quello culturale (gnu) latita.

Proprio in questi giorni, riflettendo su episodi che si fanno ogni giorno più frequenti, che mi amareggiano e chi hanno allontanato pian piano dal software libero, ho inserito tra le pagine statiche del blog quella relativa alla cultura hacker. Ricordo perfettamente di averla pensata, scritta, riveduta e pubblicata *insieme* a TheNoise per quel bellissimo “viaggio” che è il wiki di Debianizzati, in perfetto, puro, spirito collaborativo.

Mi piace ricordare qui, al termine del viaggio, chi per me è stato maestro e compagno di viaggio. Penso a Raval e Sbarrax ed alle soddisfazioni e rigore morale di softwarelibero.kuht.it; penso a MaXer, TheNoise, ldonesty, debian, Fra di www.debianizzati.org ed alle scelte prima morali che tecniche che ci hanno accomunato.

Insomma, per parafrasare una frase che ci ha fatto sempre ridere: “‘fanculo me e gli hackers”. Punto e a capo.