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Ubuntu 9.10 Karmic Koala per Intel Atom (lpia)

Forse non tutti sanno che è possibile installare il nuovo rilascio di Ubuntu, Karmic Koala 9.10 anche per l’architettura “lpia”, e cioè per i sempre più diffusi netbook e desktop basati sul processore Intel Atom.

Per installare direttamente l’architettura lpia basta scaricare l’opportuno port della distribuzione. Io ho usato la versione “alternate”, l’unica immagine disponibile per architettura lpia. Si può trovare sul sito CdImage di Ubuntu, nei ports.

Questo è il link per Jaunty 9.04:
http://cdimage.ubuntu.com/ports/releases/9.04/release/ubuntu-9.04-alternate-lpia.iso

Questo è il link per Karmic 9.10:
http://cdimage.ubuntu.com/ports/releases/9.10/release/ubuntu-9.10-alternate-lpia.iso
ma ho letto di diverse persone con il mio stesso hardware (dell mini 9) che hanno avuto problemi nell’ installare direttamente Karmic, ma che hanno invece ugradato felicemente da Jaunty.

Una volta installata la versione standard di Ubuntu, chi è interessato a passare a Netbook Remix può semplicemente impartire il comando:

$ sudo apt-get install ubuntu-netbook-remix

In arrivo il nuovo server!

PowerEdge T105Un paio di giorni fa ho piazzato l’ordine a Dell per il nuovo server che rimpiazzerà quello che attualmente utilizzo in ufficio. Al momento il sistema fa girare Samba (file server), Apache2+WebDAV (file server remoto), mySQL e OpenLDAP. L’hardware è “impressionante”: processore AMD Duron da 900Mhz, 128Mb di Ram lenta, disco fisso a 5400rpm da 30GB! A tenere insieme la baracca è una vecchia installazione di Ubuntu Dapper, mantenuta aggiornata e agile.

Il nuovo bimbo, invece, è un fiammante PowerEdge T105 targato Dell con processore AMD Opteron DualCore da 2200Mhz, 521Mb di ram veloce, 2 dischi fissi SATA da 250GB ciascuno, per la cifra finale di 222,00€ a cui aggiungerne un centinaio per spese di spedizione e il 20% di IVA. Mica male!

La scelta del nuovo server si è resa necessaria fondamentalmente per questioni di sicurezza dovute alla anzianità dell’ hardware usato al momento. Dati i prezzi da svendita poi, i due dischi SATA sono l’ideale per un bel RAID 1 via software.

Ho già letto in rete di alcuni problemi con grub e altre amenità relative a questa scelta: in via del tutto teorica al momento avrei optato per questa procedura: installazione di Ubuntu su un solo disco; installazione di LILO, replica dei pacchetti installati dal vecchio server al nuovo (dpkg –get-selections & dpkg –set-selections), creazione del RAID (degradato) sul disco inutilizzato, migrazione di tutto il sistema su RAID 1.

Qualsiasi commento è – ovviamente – gradito.

Comunità del software libero. So long, and thanks for all the fish.

I propositi per l’ anno nuovo del buon keltik sono semplici:

1) studio di una nuova licenza per questo blog, *molto* restrittiva;

2) nessuna nuova guida ospitata su spazi diversi da questo;

3) riduzione a zero di qualsiasi intervento di aiuto in un qualsiasi forum.

Chi mi conosce sa quanto ho scritto e quanto ho contribuito finora alla comunità. Purtroppo però trovo la nuova generazione di utenti gnu/linux mediamente ignorante, scansafatiche e in contrasto con *tutto* quello in cui ho creduto fin da quando ho incontrato il software libero. Non posso fare a meno di considerare che l’ aver portato gnu/linux alla massa abbia fatto davvero male a gnu/linux che, come mi ricordava qualcuno in qualche mailing-list, dal punto di vista filosofico è una cultura e non un fatto tecnico. Se il lato tecnico (linux) è stato recepito, quello culturale (gnu) latita.

Proprio in questi giorni, riflettendo su episodi che si fanno ogni giorno più frequenti, che mi amareggiano e chi hanno allontanato pian piano dal software libero, ho inserito tra le pagine statiche del blog quella relativa alla cultura hacker. Ricordo perfettamente di averla pensata, scritta, riveduta e pubblicata *insieme* a TheNoise per quel bellissimo “viaggio” che è il wiki di Debianizzati, in perfetto, puro, spirito collaborativo.

Mi piace ricordare qui, al termine del viaggio, chi per me è stato maestro e compagno di viaggio. Penso a Raval e Sbarrax ed alle soddisfazioni e rigore morale di softwarelibero.kuht.it; penso a MaXer, TheNoise, ldonesty, debian, Fra di www.debianizzati.org ed alle scelte prima morali che tecniche che ci hanno accomunato.

Insomma, per parafrasare una frase che ci ha fatto sempre ridere: “‘fanculo me e gli hackers”. Punto e a capo.

Museo del software: non solo Debian

Axel Beckert ci informa che la versione di GNU fileutils (ora coreutils) utilizzata per FreeDOS (in DosEMU) è stata compilata ancora prima del primo kernel linux. Stiamo parlando di software compilato nel 1990!

Incuriosito ho voluto verificare la versione presente in Ubuntu Feisty e com’era ovvio aspettarsi (la versione di FreeDOS è sempre quella) anche qui si parla di preistoria.

Provare per credere:
FileUtils

Tracker: integriamo i tags nella ricerca dei documenti

Tracker si sta affermando come pericoloso rivale di Beagle come soluzione per la ricerca all’ interno dei nostri files. Dalla sua parte le migliori performances ed un minor carico per il sistema.

Vediamo rapidamente come installarlo su Ubuntu Edgy e come integrare in Nautilus la possibilità di etichettare i nostri documenti. Attraverso Deskbar potremo quindi effettuare ricerche non solo in base al nome e/o al contenuto di un file, ma anche in base a delle etichette (tags) definite da noi.

Installazione di tracker

Inseriamo nei nostri repositories quelli relativi a tracker

deb http://debs.michaelbiebl.de/ edgy main
deb-src http://debs.michaelbiebl.de/ edgy main

Personalmente preferisco evitare di creare un unico sources.list molto lungo. Utilizzando le `liste` è possibile avere una gestione più razionale dei repositories.
È sufficiente creare il file /etc/apt/sources.list.d/tracker.list ed inserire al suo interno i repositories per inserirli nel database di APT.

Ora recuperiamo la firma digitale dell’ archivio e facciamola riconoscere ad APT

$ wget http://www.michaelbiebl.de/biebl.asc
$ sudo apt-key add biebl.asc

Aggiorniamo il database con apt-get update ed installiamo questi pacchetti:

$ sudo apt-get install tracker libdeskbar-tracker tracker-utils tracker-search-tool

Ora lanciamo tracker:

$ trackerd &

e inseriamolo nei programmi da avviare con la nostra sessione di gnome.

Integrazione di tracker con deskbar

È molto utile poter utilizzare tracker per fare le nostre ricerche direttamente dall’ applet deskbar. Andando nelle preferenze di deskbar selezioniamo le voci `Search for files using Tracker Search Tool` e `Search for files using Tracker(live result)`.

Inserire tags tramite nautilus

Tracker è in grado di effettuare ricerche anche su etichette che possiamo attaccare ad ogni file. È possibile gestire questi tags molto comodamente attraverso Nautilus (il file manager di Gnome) grazie ad uno script in Python.

Per prima cosa dobbiamo installare il supporto a python per nautilus:

$ sudo apt-get install python-nautilus
$ nautilus -q

Ora scarichiamo lo script tracker-tags direttamente dal CVS di Gnome.

Creiamo la cartella che contiene gli scripts python per nautilus e copiamo al suo interno lo script:

$ mkdir ~/.nautilus/python-extensions
$ mv tracker-tags-tab.py ~/.nautilus/python-extensions
$ nautilus -q

Noterete che ora cliccando sulle proprietà di un file all’ interno di Nautilus è comparso un nuovo tab chiamato `Tags`. Possiamo utilizzarlo per gestire i tags che vorremo usare per ciascun file o directory.

Ora possiamo utilizzare Tracker per effettuare ricerche all’ interno dei tags e non solo nel nome o nei metadati canonici dei files! Ecco un esempio di quello che è possibile fare:

Usare Gmail come hard disk remoto con Ubuntu Edgy, libgmail e gmailfs

Piccoli appunti presi di corsa. Da quando ho provato gmailfs ad ora è stato fatto qualche passo avanti e sono stati risolti alcuni bugs. Ubuntu Edgy utilizza librerie e applicazioni che permettono di montare il filesystem gmail senza grandi patemi. Ecco come faccio io, sperando che qualcuno abbia soluzioni più eleganti).

Installazione di fuse

Prima di tutto dobbiamo installare fuse. Visto che dobbiamo compilare un modulo per il nostro kernel, è molto utile usare module-assistant.

$ sudo apt-get install module-assistant
$ sudo module-assistant prepare
$ sudo module-assistant get fuse-source
$ sudo module-assistant build fuse-source
$ sudo module-assistant install fuse-source

Installazione gmailfs

Ora possiamo installare gmailfs e le librerie per l’ interprete python:

$ sudo apt-get install gmailfs python-libgmail

Creiamo un link a gmailfs.py in /usr/bin:

$ sudo ln -s /usr/lib/python2.4/site-packages/gmailfs.py /usr/bin/

Montare il filesystem

Creiamo il punto di mount in cui monteremo gmail:

$ sudo mkdir /mnt/gmail

A questo punto è possibile montare il filesystem:

$ sudo mount -t gmailfs nome /mnt/gmailfs -o user=nome_utente_senza@gmail.com,password=la_tua_password,fsname=una_stringa

Per ora accedo al filesystem unicamente come utente root. Non sono ancora andato a leggermi la documentazione di fuse per cercare di montare gmail come utente normale.