Personali

Apache & webDAV + Samba. Just for fun!

UPDATE: ho finalmente risolto i problemi legati all’ autenticazione degli utenti. Ovviamente ho problemi legati all’ autenticazione dei client Windows, ma è un problema noto e relativo proprio ai clients di Microsoft.

Ieri notte non riuscivo a prendere sonno e tra i mille pensieri classici ho pensato a un sistema per poter accedere al file server in ufficio da una postazione remota qualsiasi.

Fino ad oggi ho utilizzato sftp, ma incontravo alcuni problemi:

      1) non è il massimo della trasparenza e non è assoltamente a prova di utonto;
      2) dovevo provvedere a spostare i files caricati dalle varie homes verso le shares corrette, con un occhio di riguardo ai permessi

Visto che le shares sono accessibili (in sola lettura) via web tramite Apache, ho pensato che la soluzione migliore è WebDAV. Samba utilizza l’ utente di Apache e le shares sono definite come aliases del server web e via dicendo.

Al momento ho grossi problemi (credo mentali) con l’ autenticazione degli utenti sia da parte dei client Windows che per quel che riguarda directory per cui è prevista l’ autenticazione degli utenti (via .htaccess).

Qualche idea?

Linux e il controllo di postazioni missilistiche

Sì, all’ inizio non riuscivo a crederci nemmeno io ma oggi, giochicchiando con apt-cache e seguendo un paio di link sono venuto a conoscenza del progetto PyMissile.

PyMissile, scritto da Scott Weston, è una interfaccia per il controllo dell’ USB Missile Launcher, una terribile Arma di Distrazione di Massa. Permette anche di sincronizzare il puntamento della batteria tramite webcam!

Insomma … priceless!

Come ti installo Debian – Volume 2

Kernel-Compilation-in-DebianContinuo con questo post la serie inaugurata da “Come ti installo Debian – Volume 1“. A seguire, un post piuttosto lungo (e senza illustrazioni) riguardante le mie piccole idio-sincrasie nell’ installazione di sistemi operativi Debian GNU/Linux.

Negli ultimi anni mi è capitato di installare Debian decine di volte e non ho potuto non apprezzare l’ enorme sforzo fatto dagli sviluppatori per rendere più amichevole l’ interfaccia del programma di installazione: siamo arrivati al punto di avere un installatore grafico!

L’ installazione di Debian è semplice, ma allo stesso tempo dispone di strumenti molto potenti. Personalmente io amo partire da un CDROM contenente la versione `netinstall` dell’ installer. Non ci sono motivi tecnici particolari per questa scelta. Si tratta più che altro di pigrizia, credo. Preferisco scaricare i circa 200Mb dell’ immagine per il netinstall che i quasi 700Mb dell’ immagine del CDROM di installazione. A maggior ragione visto che aggiorno comunque tutti i pacchetti non appena ho un sistema in grado di fare il boot.
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Come ti installo Debian – Volume 1

deb22wmakerbgIeri sera stavo pensando alla prima volta che sono riuscito a installare Debian GNU/linux e a far funzionare il sistema grafico. Era la fine del 2002 e Debian 3.0 “Woody” era stata rilasciata da poco. All’ epoca non sapevo molto di computers: le mie esperienze erano relative a MS Windows 98, che equipaggiava il mio primo PC e a Mandrake (benemerita distribuzione che ha forgiato una intera generazione di pinguini).

A casa avevo un collegamento a internet di tipo PSTN (modem analogico a 56kbps), ma ero riuscito a recuperare una rivista con il CDROM di Debian 2.2 “Potato”. Avevo provato diverse volte a installarla, ma non ero mai riuscito a spingermi oltre l’ installazione minima (senza l’ X Server, ecc…) finchè, una sera ho visto apparire Windowmaker in tutto il suo preistorico splendore!

Mi è venuto da pensare alla splendida sensazione di quella sera, la gioia di essere riuscito a fare qualcosa da solo, sforzandomi di capire di volta in volta quale fosse l’ ostacolo e studiare come poterlo risolvere. Ovviamente si trattava di banalità , ma all’epoca mi sfuggiva ad esempio la differenza tra la specifica VGA e quella VESA e così via. Mi è venuto anche da pensare a tutte le volte che ho installato Debian negli anni successivi: sui miei PC e laptops, sui vari server casalinghi, le prime esperienze lavorative …

Alla luce di tutto questo, e con *quella* splendida sensazione fresca nella mia mente, decido di scrivere un piccolo diario di bordo riguardo al mio personalissimo modo di installare Debian.

Perchè anche questo è il bello del software libero e di Debian in particolare: la libertà di fare come ci pare, di sbagliare o di non fare le cose nel miglior modo possibile, e di decidere se abbiamo la voglia di capire e imparare a fare meglio la volta successiva.

La serie continua: