“Snow Crash” è un romanzo scritto nel 1992 da Neal Stephenson. Come nel caso di “Buona Apocalisse a tutti“, anche questo libro mi è stato consigliato da Tiziano. L’ argomento del libro è tipicamente fantascientifico: ciò che è innovativo è l’ introduzione di un universo virtuale, il Metaverso, concepito proprio da Stephenson in cui si muovono gli avatars dei protagonisti (un hacker innamorato della sua katana e una teen-ager che lavora come pony-express son il suo skate).
Oltre a questa ambientazione di per sè interessante, nel romanzo viene fatto larghissimo uso dei principi cardine della memetica, virus memetici, si cita largamente la mitologia sumera. Gli spunti per approfondire la lettura sono innumerevoli: sembra quasi di aver a che fare con un vero ipertesto.
La critica ha accostato Snow Crash a Neuromante: il primo starebbe alla seconda ondata cyberpunk come il secondo alla prima (da notare il chiasmo). Ricordo chiaramente la fortissima impressione che mi ha lasciato la lettura del libro di William Gibson. Snow Crash non riesce a eguagliarla, gli manca soprattutto il potere straordinario della seconda parte di Neuromante, però è un libro che mi è piaciuto moltissimo leggere.
Consigliato!
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la tua recensione è bellissima e mi stimola alla lettura … però ???
… in questo periodo è il tempo che mi manca ….
RIMANDATO!
Eppure mi hai convinto, questo libro mi intriga parecchio appena finisco di leggere “per chi suona la campana” lo prendo di sicuro
io devo finire ‘Lennon Guevara Bugatti’ di Enrico Brizzi…
la gestione dello stack di lettura dei libri dovrebbe essere argomento di indagine da parte delle menti più fini di questo secolo secondo me.