Riprendo come promesso l’ invito di Spiff e inanello a seguire gli incipit di 5 tra i miei libri preferiti!
Passo la palla a ABS, Avanguard, LaBolla, Gloriamundi e IlFornaio
Franz Kafka – “Il Castello”
Era tarda sera quando K. arrivò. Il paese era affondato nella neve. La collina non si vedeva, nebbia e tenebre la nascondevano, e non il più fioco raggio di luce indicava il grande Castello. K. si fermò a lungo sul ponte di legno che conduceva dalla strada maestra al villaggio, e guardò su nel vuoto apparente. Poi andò a cercarsi un tetto; nell’osteria erano ancora svegli, l’oste non aveva stanze da appigionare, ma, molto sorpreso e sconcertato da quel cliente tardivo, gli propose di farlo dormire nella sala su un pagliericcio.K. accettò. Alcuni contadini erano ancora seduti davanti ai loro boccali di birra, ma egli non volle parlare con nessuno, andò lui stesso a prendersi il pagliericcio in solaio, e si coricò vicino alla stufa. Faceva caldo, i contadini erano silenziosi, K. li guardò ancora per qualche minuto con gli occhi stanchi, poi s’addormentò.
La Sacra Bibbia – Genesi
Nel principio Dio creò i cieli e la terra.
La terra era informe e vuota, le tenebre coprivano la faccia dell’abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque.
Dio disse: «Sia luce!» E luce fu. Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce «giorno» e le tenebre «notte». Fu sera, poi fu mattina: primo giorno.
Stephen King – L’ ultimo Pistolero
L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì.
Il deserto era l’apoteosi di tutti i deserti, sconfinato, vasto fino a traboc-
care nel cielo per enne parsec in tutte le direzioni. Bianco; accecante; ari-
do; amorfo salvo che per l’abbozzo labile e nebuloso delle montagne all’o-
rizzonte e l’erba canina ispiratrice di dolci sogni, incubi, morte. A indicare
la via appariva di tanto in tanto una lapide, perché un tempo la pista semi-
cancellata scavata nella spessa crosta alcalina era stata una strada di corrie-
re. Da allora il mondo era andato avanti. Il mondo si era svuotato.
Raymond Queneau – “I fiori blu” (nella *splendida* traduzione di I. Calvino)
Il venticinque settembre milleduecentosessantaquattro, sul far del giorno, il Duca d’Auge salì in cima al torrione del suo castello per considerare un momentino la situazione storica. La trovò poco chiara. Resti del passato alla rinfusa si trascinavano ancora qua e là . Sulle rive del vicino rivo erano accampati un Unno o due; poco distante un Gallo, forse Edueno, immergeva audacemente i piedi nella fresca corrente. Si disegnavano all’orizzonte le sagome sfatte di qualche diritto Romano, gran Saraceno, vecchio Franco, ignoto Vandalo. I Normanni bevevan calvadòs.
Il Duca d’Auge sospirò pur senza interrompere l’attento esame di quei fenomeni consunti.
Gli Unni cucinavano bistecche alla tartara, i Gaulois fumavano gitanes, i Romani disegnavano greche, i Francesi suonavano lire, i Saracineschi chiudevano persiane. I Normanni bevevano calvadòs.
- Tutta questa storia, – disse il Duca d’Auge al Duca d’Auge, – tutta questa storia per un po’ di giochi di parole, per un po’ d’anacronismi: una miseria. Non si troverà mai una via d’uscita?
noneGiulio Cesare – “De Bello Gallico”
Gallia est omnis diuisa in partes tres, quarum unam incolunt Belgae, aliam Aquitani, tertiam qui ipsorum lingua Celtae, nostra Galli appellantur. Hi omnes lingua, institutis , legibus inter se differunt. Gallos ab Aquitanis Garunna flumen, a Belgis Matrona et Sequana diuidit. Horum omnium fortissimi sunt Belgae, propterea quod a cultu atque humanitate prouinciae longissime absunt, minimeque ad eos mercatores saepe commeant atque ea quae ad effeminandos animos pertinent inportant, proximique sunt Germanis, qui trans Rhenum incolunt, quibuscum continenter bellum gerunt. Qua de causa Heluetii quoque reliquos Gallos uirtute praecedunt, quod fere cotidianis proeliis cum Germanis contendunt, cum aut suis finibus eos prohibent, aut ipsi in eorum finibus bellum gerunt.









Sei ancora vivo?
OK, agli ordini… anche se ci vorrà un po’ e Il Castello già me l’hai fregato.
La Genesi! Incipit Maximo!! …creò i cieli e la terra… e chi lo batte?

Ah, ovviamente il testo di Cesarone lo citi a memoria, eh?
Ave!
Vivo e vegeto, anche se più lurker che mai!
Spiff … sisi a memoria